Pubblicati da Guido Barosio

IL CUORE DEBOLE DELLA CIVILTA’

Nel suo ‘Il tramonto dell’Occidente’ (pubblicato in versione definitiva nel 1922) Oswald Spengler sosteneva che le civiltà – come il corpo umano – affrontano quattro fasi: infanzia, giovinezza, maturità e vecchiaia. L’autore segnalava che la civiltà occidentale (come quelle che l’avevano preceduta: babilonese, egiziana, araba…) era entrata già in decadenza nel XIX secolo.

IL FANTASMA DELLA LIBERTA’

Una mia amica, giovane imprenditrice, Alessandra di Pasquale, ieri ha scritto su Facebook: “Ma quale dei condottieri nella storia dei secoli dell’umanità, che guidava centinaia di migliaia di soldati alla vittoria o alla morte,  marciando con miseri sandali di cuoio, attraverso montagne, foreste, deserti sconosciuti, usando mappe disegnate a mano e il sole e le stelle come unico riferimento, cambiava strategia ogni tre giorni?

L’AMERICA MAI COSI’ BRUTTA

La notte del primo dibattito elettorale a stelle e strisce ci ha proposto due signori non più giovani nell’azzuffarsi di fronte al mondo intero. Se le sono date di santa ragione, Trump e Biden, ma non come in quello scintillante duello che si sarebbe meritata la più ricca ed influente democrazia del mondo. Abbiamo assistito ad una lite da ballatoio, a una querelle da parcheggio in periferia.

IDEE PER L’AUTUNNO

L’Italia è una nazione accoglista e non accogliente, che fa una bella differenza. La comprensione del primo termine è legata ad una progressiva perdita di identità e di valori, un fattore di estrema rilevanza che si manifesta nella politica, nella cultura, nell’economia, nella religione e nella vita civile. Se si osserva questo depauperamento in prospettiva storica tutto appare molto più grave, perché l’Italia è sempre stata fortemente identitaria.

LIBANO, L’UTOPIA SPEZZATA

Ore 22 e 30 del 17 ottobre 2019, con altri colleghi esco da un ristorante nel cuore di Beirut, uno di quei locali dove la straordinaria cucina libanese si accorda attraverso decine di mezzeh, microportate che esaltano spezie, legumi e verdure con infinita e millenaria fantasia. Tra i tavoli canti e balli improvvisati, sintomo evidente di una felicità cercata ed esibita, il tratto più evidente di un popolo composito, vitale e martoriato.

NARRATORI DI UN NUOVO MONDO

La narrazione modifica l’orizzonte, condiziona il percepito, indirizza il sentiment e determina le azioni. I fatti restano tali, ma ci dicono cose differenti innescando reazioni a catena. Una narrazione progettata con cura determina scelte economiche, politiche e culturali, ma anche quotidiane e individuali. E’ sempre stato così, però nel 2020 due fattori hanno accentuato il fenomeno:

ALBERTO SINIGAGLIA: IL ‘SUO MONDO’ E IL GIORNALISMO CHE VERRA’

Nella vita umana e professionale di un giornalista accade di segnalare percorsi e coincidenze che solo apparentemente possono sembrare casuali. Sono incontri che segnano la rotta, destini incrociati che lasciano un segno riconoscibile nei protagonisti, ma ancora di più nelle mente dei lettori. Con Il Mondo di Mario Pannunzio e la sua storia è intrecciata la vita di Alberto Sinigaglia, presidente dell’Ordine dei Giornalisti del Piemonte.

Il viaggio come arte necessaria

L’uomo è una specie nomade e questo ha segnato il suo destino. La start up africana lo ha portato, in un percorso di milioni di anni, a spostarsi per strette necessità alimentari attraverso i continenti. Raccoglitore e cacciatore doveva muoversi, solo la scoperta dell’agricoltura, molto più tardi, rese interessante l’insediamento. Ma neppure troppo.

EDITORIALE

Il ‘nostro’ Mondo sarà un avamposto, ma anche un veliero. Avamposto perché oggi manca un giornale dichiaratamente culturale, libero e accogliente, pronto ad ospitare idee e pensieri, opinioni anche dissenzienti tra loro, per nulla schiavo della velocità imposta dal web e dai social, indifferente all’informazione strillata e ancor più a quella approssimativa. Ma anche un veliero che sappia salpare verso il futuro, la fantasia, il sogno, se necessaria, la provocazione. Il veliero ti fa sentire il vento e che tutto ti può appartenere, contrappone idealmente la gioia alla noia. Da troppo tempo la cultura ed il piacere sono proposti come elementi distinti e contrapposti. Noi proveremo, con certificata presunzione, a ricomporre lo spiritò dell’Agorà, delle terme romane e del Rinascimento. Dove scambiarsi le belle parole era un esercizio edonistico, che arricchiva il dialogo e permetteva di portarsi a casa un pezzo di sapere in più. Per accogliere questo progetto abbiamo scelto di ispirarci a quello che – secondo noi – è stato il periodico più sfidante e originale della storia del giornalismo italiano. Un giornale risolutamente colto, ma anche ‘bello’, graficamente impeccabile, italiano di un Italia che non ci sarebbe mai stata e internazionale nell’anima, senza essere debitore di nulla a nessuno.