Pubblicati da Guido Barosio

LIBERALI NEL FUTURO E SENZA PADRI

Nella tragedia di Sofocle Edipo uccide il padre e sposa la madre: prima del capolavoro, il mito, più tardi, molto più tardi, Sigmund Freud. Difficile trovare nella cultura occidentale qualcosa di più persistente. Proviamo a metterla in politica. Sovente i padri annichiliscono, mettono in scena confronti imbarazzanti e insostenibili, così – se metaforicamente non li uccidiamo – qualsiasi progresso ci appare sogno irraggiungibile nel mare in tempesta.

QUEI COMUNISTI MANGIAVANO GLI AGNOLOTTI

Torino Anni Settanta, o giù di lì. Se avevi un’opinione vagamente dissenziente, se qualcosa nel comportamento degli insegnanti non ti andava, oppure ti opponevi a qualsiasi forma di autorità, anche solo ai vigili urbani, il ritornello non cambiava: “Ma sei Comu?”. Una categoria non ben precisata di rivoluzionario facinoroso che alle madamine proprio non andava già. Per la verità di generi ben presenti nell’immaginario popolare ce n’erano altri due.

BOOMERS vs CATTIVA POLITICA

Da secoli le generazioni sgomitano e il nuovo vince, sempre. Dalla metà del XX secolo l’accelerazione si è fatta incalzante e – di vent’anni in vent’anni – si procede spediti come mai in precedenza. Tanto che i padroni del presente e del futuro ormai hanno un nome: i Boomers, nati tra il 46 e il 64, la Generazione X, quella dei nativi dal 65 all’80, i Millennial, che si sono affacciati dall’80 al 95 e la Generazione Z, coloro che hanno visto la luce dal 96 al 2010, i più temibili, i più giudicanti.

IL CUORE DEBOLE DELLA CIVILTA’

Nel suo ‘Il tramonto dell’Occidente’ (pubblicato in versione definitiva nel 1922) Oswald Spengler sosteneva che le civiltà – come il corpo umano – affrontano quattro fasi: infanzia, giovinezza, maturità e vecchiaia. L’autore segnalava che la civiltà occidentale (come quelle che l’avevano preceduta: babilonese, egiziana, araba…) era entrata già in decadenza nel XIX secolo.

IL FANTASMA DELLA LIBERTA’

Una mia amica, giovane imprenditrice, Alessandra di Pasquale, ieri ha scritto su Facebook: “Ma quale dei condottieri nella storia dei secoli dell’umanità, che guidava centinaia di migliaia di soldati alla vittoria o alla morte,  marciando con miseri sandali di cuoio, attraverso montagne, foreste, deserti sconosciuti, usando mappe disegnate a mano e il sole e le stelle come unico riferimento, cambiava strategia ogni tre giorni?

L’AMERICA MAI COSI’ BRUTTA

La notte del primo dibattito elettorale a stelle e strisce ci ha proposto due signori non più giovani nell’azzuffarsi di fronte al mondo intero. Se le sono date di santa ragione, Trump e Biden, ma non come in quello scintillante duello che si sarebbe meritata la più ricca ed influente democrazia del mondo. Abbiamo assistito ad una lite da ballatoio, a una querelle da parcheggio in periferia.

IDEE PER L’AUTUNNO

L’Italia è una nazione accoglista e non accogliente, che fa una bella differenza. La comprensione del primo termine è legata ad una progressiva perdita di identità e di valori, un fattore di estrema rilevanza che si manifesta nella politica, nella cultura, nell’economia, nella religione e nella vita civile. Se si osserva questo depauperamento in prospettiva storica tutto appare molto più grave, perché l’Italia è sempre stata fortemente identitaria.

LIBANO, L’UTOPIA SPEZZATA

Ore 22 e 30 del 17 ottobre 2019, con altri colleghi esco da un ristorante nel cuore di Beirut, uno di quei locali dove la straordinaria cucina libanese si accorda attraverso decine di mezzeh, microportate che esaltano spezie, legumi e verdure con infinita e millenaria fantasia. Tra i tavoli canti e balli improvvisati, sintomo evidente di una felicità cercata ed esibita, il tratto più evidente di un popolo composito, vitale e martoriato.

NARRATORI DI UN NUOVO MONDO

La narrazione modifica l’orizzonte, condiziona il percepito, indirizza il sentiment e determina le azioni. I fatti restano tali, ma ci dicono cose differenti innescando reazioni a catena. Una narrazione progettata con cura determina scelte economiche, politiche e culturali, ma anche quotidiane e individuali. E’ sempre stato così, però nel 2020 due fattori hanno accentuato il fenomeno:

ALBERTO SINIGAGLIA: IL ‘SUO MONDO’ E IL GIORNALISMO CHE VERRA’

Nella vita umana e professionale di un giornalista accade di segnalare percorsi e coincidenze che solo apparentemente possono sembrare casuali. Sono incontri che segnano la rotta, destini incrociati che lasciano un segno riconoscibile nei protagonisti, ma ancora di più nelle mente dei lettori. Con Il Mondo di Mario Pannunzio e la sua storia è intrecciata la vita di Alberto Sinigaglia, presidente dell’Ordine dei Giornalisti del Piemonte.