Pubblicati da Guido Barosio

SUPERLEGA E LA CULTURA DEL CALCIO

Immaginatevi uno di quei vecchi saloon polverosi di Sergio Leone: vociare sopra le righe, espressioni non propriamente da collegio svizzero, ballerine appassite e disponibili, whiskey tanto e soldi pochi, unti e stropicciati. Sbattendo le porte fanno il loro ingresso dodici riccastri protervi, tipo Rockerduck (Paperone no, in fondo è simpatico) oppure Ebenezer Scrooge, ma prima della notte di Natale.

GIORNALISTI, TRA ORIZZONTI INCERTI E SCELTE AUDACI

La storia vive di improvvise, quanto imprevedibili, accelerazioni. Ed è allora che tutto cambia per non essere più come prima: valori consolidati, percorsi accertati, opportunità, certezze. La ‘tempesta perfetta’ del nuovo può prendere le forme più diverse: conflitti epocali, cataclismi naturali, epidemie, ma anche rivoluzioni sociali e tecnologiche, repentine trasformazioni economiche, scoperte scientifiche in grado di modificare strutturalmente la società.

GIUSEPPE BOTTAI TRA CULTURA E POLITICA, FASCISTA ANOMALO IN ANNI DIFFICILI

C’è una trasmissione di Radio Capital – I Sopravvissuti – condotta da Pif e Michele Astori che va in onda ogni sabato mattina. Uno di quei contenitori dove tra ironia, non sempre vincente, e spunti giornalistici, a volte forzati, per cercare il grottesco ad ogni costo, si fa il punto sugli eventi della settimana. In una recente edizione del programma i due conduttori propongono una crociata dove l’obiettivo sembra facile: eliminare la strada dedicata a Giuseppe Bottai nel piccolo centro di Vairano Patenora nel casertano.

PARITA’, UN FALSO CULTURALE

Si sta facendo strada una convinzione che identifica le donne come un popolo sottomesso, solo in parte liberato da una modernità che continua, magari in modo occulto, a discriminare le femmine, definirle esclusivamente o quasi secondo canoni estetici, per poi ucciderle quando non ubbidiscono o si sottraggono ai propri doveri.

LIBERALI NEL FUTURO E SENZA PADRI

Nella tragedia di Sofocle Edipo uccide il padre e sposa la madre: prima del capolavoro, il mito, più tardi, molto più tardi, Sigmund Freud. Difficile trovare nella cultura occidentale qualcosa di più persistente. Proviamo a metterla in politica. Sovente i padri annichiliscono, mettono in scena confronti imbarazzanti e insostenibili, così – se metaforicamente non li uccidiamo – qualsiasi progresso ci appare sogno irraggiungibile nel mare in tempesta.

QUEI COMUNISTI MANGIAVANO GLI AGNOLOTTI

Torino Anni Settanta, o giù di lì. Se avevi un’opinione vagamente dissenziente, se qualcosa nel comportamento degli insegnanti non ti andava, oppure ti opponevi a qualsiasi forma di autorità, anche solo ai vigili urbani, il ritornello non cambiava: “Ma sei Comu?”. Una categoria non ben precisata di rivoluzionario facinoroso che alle madamine proprio non andava già. Per la verità di generi ben presenti nell’immaginario popolare ce n’erano altri due.

BOOMERS vs CATTIVA POLITICA

Da secoli le generazioni sgomitano e il nuovo vince, sempre. Dalla metà del XX secolo l’accelerazione si è fatta incalzante e – di vent’anni in vent’anni – si procede spediti come mai in precedenza. Tanto che i padroni del presente e del futuro ormai hanno un nome: i Boomers, nati tra il 46 e il 64, la Generazione X, quella dei nativi dal 65 all’80, i Millennial, che si sono affacciati dall’80 al 95 e la Generazione Z, coloro che hanno visto la luce dal 96 al 2010, i più temibili, i più giudicanti.

IL CUORE DEBOLE DELLA CIVILTA’

Nel suo ‘Il tramonto dell’Occidente’ (pubblicato in versione definitiva nel 1922) Oswald Spengler sosteneva che le civiltà – come il corpo umano – affrontano quattro fasi: infanzia, giovinezza, maturità e vecchiaia. L’autore segnalava che la civiltà occidentale (come quelle che l’avevano preceduta: babilonese, egiziana, araba…) era entrata già in decadenza nel XIX secolo.

IL FANTASMA DELLA LIBERTA’

Una mia amica, giovane imprenditrice, Alessandra di Pasquale, ieri ha scritto su Facebook: “Ma quale dei condottieri nella storia dei secoli dell’umanità, che guidava centinaia di migliaia di soldati alla vittoria o alla morte,  marciando con miseri sandali di cuoio, attraverso montagne, foreste, deserti sconosciuti, usando mappe disegnate a mano e il sole e le stelle come unico riferimento, cambiava strategia ogni tre giorni?

L’AMERICA MAI COSI’ BRUTTA

La notte del primo dibattito elettorale a stelle e strisce ci ha proposto due signori non più giovani nell’azzuffarsi di fronte al mondo intero. Se le sono date di santa ragione, Trump e Biden, ma non come in quello scintillante duello che si sarebbe meritata la più ricca ed influente democrazia del mondo. Abbiamo assistito ad una lite da ballatoio, a una querelle da parcheggio in periferia.