Esiste un attimo magico nella vita di ogni fotografo: si parte! È il momento tanto atteso, soprattutto dopo questi mesi di costrizione della libertà- Finalmente ricomincia la vita errabonda dell’esploratore. La voglia di avventura che attraversa in modo adrenalinico il corpo di ogni cacciatore. L’inquietudine ci pervade, il tempo sarà buono? I paesaggi suggestivi? Riuscirò a fare foto non solo belle ma soprattutto originali?

In questi ultimi tempi, torna prepotentemente alla ribalta il tema della “Giustizia” e della sua riforma. Il nuovo governo Draghi lo ha posto tra i suoi obiettivi prioritari, anche perché ce lo impone la Commissione Europea se vogliamo l’approvazione, e i fondi, del Recovery Plan. Nel contempo era stata lanciata la campagna referendaria sui temi della giustizia, promossa dal Partito Radicale e sostenuto dalla Lega.

Nei giorni scorsi, ho letto sui social accorati appelli alla RAI, affinché le “splendide ” trasmissioni in prima serata di Alberto Angela non vengano annullate, come da fonti attendibili si paventa.
In effetti l’ascolto è sempre molto alto, quasi da serie di successo, con ricavi pubblicitari presumo consistenti ed interessanti per l’Azienda. A leggerla e interpretarla così, parrebbe che il popolo italiano sia, più degli altri, incline ed interessato alla sorte dei beni culturali, alla Bellezza, stante anche il boom del turismo in luoghi di grande valenza storica.

Lo sport agonistico e professionale nulla ha, o quasi, a che vedere con l’attività fisica di base. Quest’ultima è ricerca di salute e benessere, di armonia con sé stessi e con coloro che dividono il nostro interesse. Mentre accedono all’agonismo solo i migliori, coloro che gareggiano per vincere, quelli che – professionisti o no – modificano il proprio stile di vita con la pratica della propria disciplina. Atleti di questo tipo ci sono sostanzialmente sempre stati, a partire dalla Grecia classica, dove venivano adorati come semidei.

Sapevo che c’era, sapevo che nel mio archivio riposava un’immagine inconsueta di Marylin Monroe che, come recitava la didascalia, era “immersa nella lettura dell’Ulisse di Joyce in un parco di Long Island nel 1955”, seduta su una giostra girevole, scalza, con una maglietta dai tanti colori, lo sguardo sul libro, le labbra semiaperte, in una posa tra la scolaretta diligente e la pin up non ammiccante, ma semplice e attraente.

Dovremmo rivendicare nel nome della tolleranza il diritto a non tollerare gli intolleranti. Se estendiamo una tolleranza illimitata anche nei confronti di chi è intollerante, se non siamo preparati a difendere una società tollerante contro l’assalto degli intolleranti, allora i tolleranti saranno distrutti e la tolleranza con loro – Karl Popper –

La mia infanzia nella provincia pugliese è stata scandita dai programmi della TV di Stato, l’amata mamma Rai, che ci deliziava con i suoi programmi di qualità, che riempivano le nostre serate invernali di ingenui provinciali. Il sabato sera era speciale, con quei rutilanti varietà e le soubrette che sgambettavano e cantavano quei motivetti che ci entravano in testa e che ci tormentavano per anni.

Esiste una categoria fotografica dai risvolti inquietanti: l’ultima foto postata nel profilo social. L’essere l’ultima immagine con cui vuoi essere visto, riconosciuto, porta con sé una serie di effetti collaterali. Innanzitutto l’attesa sia da parte di chi l’ha postata sia da parte del follower di turno. Il postante ovviamente ha degli scopi: farsi riconoscere, oppure mimetizzarsi, oppure trasmettere dei messaggi ben precisi.

Se pensiamo al nome di alcuni storici che oggi vanno per la maggiore e alle loro estemporanee scorribande pseudo-storiche sul Fascismo che sono semplici esternazioni propagandistiche, abbiamo il senso del vuoto incolmabile lasciato da Renzo De Felice. Il Fascismo venne fondato nel 1919, nel 1922 Mussolini fece la Marcia su Roma. Da alcuni anni siamo ossessionati da meri propagandisti ideologici come Scurati che denunciano in Italia il pericolo che la storia, dopo cento anni, si possa ripetere, dimenticando che le condizioni attuali del Paese e le vicende anche molto tragiche vissute dall’Italia in questi quasi cento anni, impediscono il ripetersi di quell’avventura.

In questo momento molto delicato della nostra storia, quella umana intendo, ovunque impazza la pets-mania, cioè l’esposizione, l’esaltazione, l’antropizzazione insomma degli animali, la tendenza a considerarli umani e spesso a sostituirli agli umani stessi. I Social sono pieni di profili che hanno foto di cani e gatti, nonché altri animali di uno zoario molto nutrito, come immagini di copertina; innumerevoli sono i post che lanciano campagne di sensibilizzazione per adozioni, ricerche di bestiole smarrite e auguri di morte e sofferenze terribili verso chi si è macchiato di violenze sui poveri animali.