Le fotografie scattate in casa, fra le mura domestiche pongono problemi quasi insolubili. Il primo è quello dell’imitazione delle foto di AD o d’ interni paramuseali. Al di là della stucchevolezza del tema, è ovvio che il set fotografico necessiterebbe in primo luogo di una location degna di nota. La gran parte dei fotografi vive, invece, in appartamenti di ottanta cento metri quadrati, arredati da mobili Ikea, spesso rabberciati con qualche pezzo un po’ più pregiato, magari anche ereditato, ma comunque discordante dall’ idea purista di un arredamento scandinavo se pur di basso prezzo.

Ogni rosa pregna di intenso profumo, narra, quella rosa, i segreti del Tutto (Gialāl al-Dīn Rūmī-Masnavī). Rosa rosae, una rosa è una rosa, ma ci sono coloro che ne lamentano le spine, dissolvendo ai loro sensi e alla mente la consapevolezza del fiore. L’intensità del suo profumo attrae e seduce tutti, dagli insetti a cui è delegato il compito dell’impollinazione e del loro sviluppo in natura, al raffinato olfatto di una donna che sceglie proprio quel fiore come il suo preferito.

Pandora, malgrado la sua umana condizione o forse proprio per questa, venne meno alle disposizioni di Zeus che a lei aveva dato fiducia e in consegna un vaso contenente tutto ciò da cui gli uomini dovevano essere tutelati. Per curiosità e solo per quella, un giorno scoperchiò il vaso per scoprirne il contenuto, liberando così tutti i mali del mondo, tra questi gli spiriti maligni della vecchiaia, della gelosia, della malattia, della pazzia e del vizio.

Per l’antropologo Lévi Strauss, la Felicità è equilibrio e l’alternanza degli opposti, che ne determina anche l’amore. Il Sole e la Luna, infatti, assolvono, complementariamente, ma ognuno per suo conto, due funzioni diverse, illuminante e riscaldante. “La felicità è sempre e soltanto un istante. La felicità non è una cosa che dura.

“La felicità è sempre e soltanto un istante. La felicità non è una cosa che dura. Non è un tempo, è un istante o una serie di istanti. Un punto di contatto con qualche cosa di straordinario” (Gianni Bisiach, Inchiesta sulla felicità, Rizzoli, 1987). Per qualcuno la Felicità è questione di chimica, un fatto di neuroni, di sinapsi.

Cercare di fotografare il Natale è cosa assai complessa in quanto la parola nasconde infinite declinazioni: possiamo fotografare la riproduzione della nascita di Gesù, immortalando presepi, angioletti, decorazioni e alberi carichi di orpelli tra pacchi, pacchettini, bambini urlanti, nonni attoniti, madri trafelate, oppure possiamo dedicarci all’invenzione del Natale moderno fra file di luci colorate, vetrine decorate, costruzioni luminose poste nelle piazze di paesi e città.

La rabbia non cresce esplode, o per lo meno prima è altro. La rabbia è la fine di un imbuto scuro in cui scivolano altri sentimenti che si impastano l’un l’altro e la loro alchimia ha il colore della rabbia.

Talvolta rievoco ancora la mano che mi teneva, vedo una goletta nera attraccata al porto di Sanremo e ricordo le passeggiate serali quando mio padre mi raccontava della Folgore, la snella nave, del Corsaro Nero.

Che il nudo fotografico sia una pratica costante ed abusata lo testimoniano la storia e una semplice ricognizione del WEB. Per farci un’idea di come si sia articolato il discorso nudo in fotografia basta dare uno sguardo a siti ultrapopolari come Instagram, dove si può osservare che i due grandi temi evidenziati dalla storia del nudo in fotografia si rincorrono anche oggi:

Tutto intorno è buio, la fiaccola illumina il pugno sinistro che la regge, l’avambraccio destro è teso, le vene sono gonfie di sangue richiamato in superficie dai muscoli ed il secondo pugno a cui è affidato il compito stringe l’elsa come a fonderla nel palmo della mano. Le dita sono come incollate all’impugnatura, l’adduzione del pollice fa di loro una sol cosa.