Sono qui con a fianco uno dei miei libri totem, ‘La casa in collina’. E’ la decima edizione in ristampa di una collana Einaudi, ‘Letture per la scuola media’, di cui continuo a comprare sulle bancarelle tutto quello che trovo. Questo però è il MIO primo libro di Cesare Pavese. L’ho comprato nel 1978, all’età di undici anni e mezzo, ed è ricchissimo di appunti.

E’ evidente che per un un bibliofilo non c’è niente di più entusiasmante di aver a propria disposizione una biblioteca. Una biblioteca grande e organizzata, ordinata, profumata, senza polvere da rimuovere. Non sono mai stato un topo da biblioteca, inteso come qualcuno che non ami stare fuori, camminare, discutere – anzi.

Parcheggiai l’auto, una Opel Corsa color canna di fucile, a pochi metri dalla villa. A quell’ora, mi aveva assicurato la Gina, nessun vigile sarebbe venuto a darmi la multa. Il sole era ancora alto in cielo, e, in controluce dalla collina di sinistra, scendeva un uomo alto, dal grande naso adunco, con un panama a tesa larga appena appoggiato sui radi capelli bianchi. “Va da Mario?”