L’episodio dello sgarbo cerimoniale ai danni della Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, riportato da tutti i media ormai a livello planetario, è infinitamente sconfortante, ma non tanto, ritengo, per le ragioni addotte da vari commentatori inerenti la volontà implicita del sultano di voler umiliare l’U.E. e i suoi rappresentanti al massimo livello, dati risaputi, e neppure per l’inqualificabile comportamento di Charles Michel, assisosi ancor prima del sultano sulla poltrona riservatagli e postosi colà a osservare interdetto, incapace della reazione che qualunque cittadino europeo, e non solo,

C’è una trasmissione di Radio Capital – I Sopravvissuti – condotta da Pif e Michele Astori che va in onda ogni sabato mattina. Uno di quei contenitori dove tra ironia, non sempre vincente, e spunti giornalistici, a volte forzati, per cercare il grottesco ad ogni costo, si fa il punto sugli eventi della settimana. In una recente edizione del programma i due conduttori propongono una crociata dove l’obiettivo sembra facile: eliminare la strada dedicata a Giuseppe Bottai nel piccolo centro di Vairano Patenora nel casertano.

Corpi che si ammassano. Gruppi che si accalcano con violenza. Fronti che si accaldano. Parole a malapena udite e solo in virtù tecnologica di microfono. In sottofondo, urla indistinte e feroci. La diretta dal Parlamento ci regala l’immagine dell’essere umano invasato dall’avidità – i cani che si litigano l’osso -. L’interiore – a malapena compresso – …digrigna i denti? ‘L fosso in che si paga il fio / a quei che scommettendo acquistan carco. Inferno, nona bolgia, ventottesimo Canto.

Dopo aver letto e ascoltato le ultime notizie, allarmanti e allarmate, che i Media hanno divulgato nelle ultime 24 ore, riguardo al nuovo ceppo virale sviluppatosi oltre Manica, mi si è subito creato nella mente un parallelismo con il titolo di un noto film degli anni ’70, “la Sindrome cinese”, pellicola interpretata da Michael Douglas, Jane Fonda e Jack Lemmon, che trattava dei pericoli dell’energia nucleare.

Rimarranno sicuramente una pietra miliare nella Storia degli uomini e delle donne le parole pronunciate da Kamala Harris, prima Vicepresidente “donna” degli Stati Uniti, nel suo primo discorso, dopo l’elezione a Presidente di Joe Biden: “Sebbene io sia la prima donna a ricoprire questo incarico, non sarò l’ultima. Penso a intere generazioni di donne che hanno battuto la strada per questo preciso momento.

Da oltre 30 anni mi occupo di reti, sistemi e web. Ciò nonostante riesco ancora a sorprendermi di quanta poca consapevolezza abbiano molte persone in merito all’uso quotidiano dei dispositivi telematici e dell’ormai imprescindibile protesi, lo smartphone, che ognuno di noi si porta appresso in ogni istante della giornata.

“Sono la prima, ma non sarò l’ultima”. Sono queste le parole pronunciate da Kamala Harris per il suo primo discorso a Wilmington in North Carolina. Kamala è la prima vicepresidente donna degli Stati Uniti.

La prima ondata  aveva travolto l’Italia prima di ogni altro Paese  occidentale. Ne eravamo rimasti frastornati. Con un ritardo di due settimane avevamo finalmente capito che si trattava di un nemico completamente sconosciuto che dovevamo affrontare a mani nude,  senza sapere come gestirlo.

Di qualunque orientamento religioso, filosofico o politico si possa essere, che si sia credenti, atei o semplicemente laici, non si può negare la potenza delle ultime affermazioni di Papa Francesco. Di questi giorni l’aperura clamorosa del Pontefice alle coppie gay, per le quali auspica il riconoscimento legale da parte dello Stato.

Non c’è pace per l’Armenia. I conflitti di queste ultime settimane ne sono la conferma. Un padre sui social urla al mondo il suo dolore per la morte di suo figlio diciottenne abbattuto sul fronte. Quel volto giovane e forte è diventato il simbolo dell’Armenia odierna, il simbolo di una guerra che sta urlando un po’di attenzione all’Occidente ed al mondo intero.