Pubblicati da Salvatore Vullo

NEL DUECENTENNALE DELLA POESIA “MARZO 1821”

Marzo 2021. In questi giorni, pensando al mese e all’anno che stiamo vivendo, il mio pensiero è andato subito alla poesia di Alessandro Manzoni “Marzo 1821”. Insomma, ne ricorre il 200°. Appartengo ad una generazione che a scuola apprendeva quasi tutto a memoria: la geografia, con i fiumi, monti, città, la storia, con i suoi grandi avvenimenti, personaggi e date, la matematica, con tabelline e teoremi.

A 100 ANNI DALLA NASCITA DEL PCI

La conclusione della Prima Guerra Mondiale, nel 1918, lascia l’umanità nella, forse, più terribile situazione mai registrata nella sua storia. L’Italia paga un prezzo altissimo: 650.000 morti militari e 589.000 vittime civili, su un totale mondiale di quasi 17 milioni di morti (tra militari e civili). A queste vittime si aggiungono quelle della pandemia da influenza “Spagnola”, che si sviluppa tra il 1918 e il 1920, che sono circa 50 milioni di persone nel mondo, di cui circa 600.000 in Italia.

BUFALINO, UN MAESTRO DA RICORDARE

Gesualdo Bufalino, nato a Comiso il 15 novembre del 1920, insegnante all’istituto magistrale di Vittoria, come scrittore, nasce quasi per caso, suo malgrado, e in tarda età. Infatti, nel 1978 la casa editrice Sellerio pubblica un libro fotografico su Comiso, curato da Gesualdo Bufalino che è anche autore della introduzione al libro.

ISPEZIONI DELLA TERRIBILITA’, LEONARDO SCIASCIA E LA GIUSTIZIA

Leonardo Sciascia (1921- 1989) è stato uno dei più grandi scrittori italiani del ‘900, di fama internazionale come dimostrano le sue opere che sono state tradotte e pubblicate in tutto il mondo. Oltre che per le sue doti di scrittore, Sciascia è stato un raro esempio di intellettuale libero, che non giudica, non  sentenzia, non esprime verità assolute;

I CATTIVI MAESTRI CONTRO LA QUALITA’ DELLA MEMORIA

Nato nel 1952, mi sento di appartenere a quella generazione, forse l’ultima, che ha vissuto, o ha  coscienza e memoria storica del nostro ‘ultimo medio evo’. Tale può considerarsi il periodo del dopoguerra, ovvero gli anni ‘40 – ‘60 del secolo scorso; gli anni degli stenti, della fame, dei sacrifici, del pane duro, dell’esodo, della emigrazione; anni di povertà, in cui si soffriva la mancanza di cibo, dove era altissima la mortalità infantile e ancora bassa l’aspettativa di vita.

Dall’Omnibus di Longanesi al Mondo di Pannunzio, Vitaliano Brancati e Leonardo Sciascia

“Chi non conosce la noia, che si stabilì in Italia nel 1937, manca di una grave esperienza che forse non potrà avere più mai, nemmeno nei suoi discendenti, perché è difficile che si ripetano nel mondo quelle singolari condizioni”. E’ questo l’incipit sublime di un racconto straordinario, emblematico: “La noia nel ‘937” di Vitaliano Brancati, che ci aiuta a capire del fascismo e dei SUOI anni più di tanti libri di storia e di saggi.