Pubblicati da Patrizia Foresto

LINA WERTMÜLLER: LA VERA REGISTA DELLA COMMEDIA ALL’ITALIANA

In tutta la sua lunga vita di regista, scrittrice, sceneggiatrice e donna Lina Wertmüller non passò mai inosservata. Nemmeno da bambina quando, per il lato allegro e vivace del suo spirito inquieto, forte e ribelle, venne cacciata da ben undici scuole. Lo ripeteva spesso, quasi fosse per lei un vanto, un fiore all’occhiello, una caratteristica tutta sua da tener ben presente ed esternare essendo riuscita a mantenere intatto quel suo spirito indomito iniziale e spontaneo.

ÉDITH PIAF, LA RIBELLE TALENTUOSA

Era piccola tanto da essere soprannominata “passerotto”, non era bella secondo i canoni tradizionali, era ribelle ed inquieta, con due grandi occhi espressivi e troppo spesso tristi, era senza fortuna né sicurezze che le dessero qualche minima certezza, qualche riferimento per vivere. Era figlia della vita, di quella vita di cui ha conosciuto tanti volti, forse troppi e che l’ha ferita, risanata, fatta sperare, ridere e piangere fino a morire.

AGATHA CHRISTIE, REGINA DEL CRIMINE, SOVRANA SENZA CORONA

Ogni donna ha almeno un oggetto che la caratterizza, un rimando certo quando il pensiero corre a lei: il colore del rossetto, un profumo, un anello, un oggetto della sua quotidianità, del suo lavoro e tanto altro. Per la regina del mistero, Agatha Christie, quell’oggetto è stato sicuramente la sua vecchia e gloriosa macchina da scrivere con cui si era instaurato un legame profondo e continuo tale da aver collaborato a farla diventare la scrittrice più letta del pianeta con oltre due miliardi di libri venduti e tradotti in quarantaquattro lingue, diciassette commedie teatrali e novantatré romanzi di cui sessantasei gialli, ancora tutti in stampa, dai quali sono stati tratti numerosi film, uno fra tutti “ Dieci piccoli indiani “, oltre a sei romanzi sentimental psicologici firmati con lo pseudonimo Mary Westmacott.

CARLA FRACCI, UNA VITA NEL SEGNO DELLA DANZA

“Carla Fracci è Giulietta, Giselle, Medea, Cenerentola… Carla, eterna fanciulla danzante” e con loro tante altre, ognuna riportata in vita tante volte ed ogni volta simile ma mai uguale da vera artista quale lei è stata, sempre capace di andare oltre sé stessa, di interpretare, sempre nuova anche se su un copione costruito ad arte per essere rappresentato più e più volte.

ESTÉE LAUDER COSTRUTTRICE DI BELLEZZA

“La bellezza è un’attitudine, non c’è nessun segreto. Perché tutte le spose sono belle ? Perché il giorno del loro matrimonio si preoccupano di come appaiono. Non esistono donne brutte, esistono solo donne che non si curano o che non credono di essere attraenti”. Quindi un segreto c’è ed è racchiuso proprio in questi concetti nuovi, soprattutto nel periodo storico in cui furono espressi, gli anni Trenta del nostro Novecento, parole che fanno riflettere ancora oggi e che aprono scenari inesplorati che vale la pena scoprire.

Josephine Baker, spregiudicata icona di libertà e bellezza senza tempo

La chiamavano la Venere nera, la bella creola con la pelle color ambra antica, al secolo Freda Joséphine Baker, venuta da un’America difficile per lei, quella del proibizionismo dei primi anni del ‘900, quella del colonialismo, del razzismo, della discriminazione, quell’America che mai la amò e che lei combatterà, nata nel 1906 in un quartiere poverissimo di Saint Louis, nel Missouri, non voluta dalla famiglia del padre naturale perché i suoi avi materni furono schiavi ma ricca di una bellezza e di una forza interiore che la porteranno a conquistare le platee di tutto il mondo, fino a diventare una delle più grandi protagoniste del mondo dello spettacolo del ventesimo secolo.

CHARLES AZNAVOUR, PICCOLO GRANDE UOMO DI PACE

Charles Aznavour, l’indimenticabile chansonnier e attore franco-armeno, artista poliedrico, poeta della vita e dell’amore con oltre trecento milioni di dischi venduti nel mondo e più di milleduecento canzoni che formano il suo repertorio con cui ha scavalcato oceani oltre ogni confine, raggiungendo il cuore e la coscienza di tutti nella lingua universale dell’amore.

NON C’E’ PACE PER L’ARMENIA

Non c’è pace per l’Armenia. I conflitti di queste ultime settimane ne sono la conferma. Un padre sui social urla al mondo il suo dolore per la morte di suo figlio diciottenne abbattuto sul fronte. Quel volto giovane e forte è diventato il simbolo dell’Armenia odierna, il simbolo di una guerra che sta urlando un po’di attenzione all’Occidente ed al mondo intero.