Il film della regista cinese, trapiantata negli Stati Uniti, Chloé Zhao, prodotto ed interpretato da Frances McDormand è riuscito a vincere tanto il Leone d’oro a Venezia, quanto l’Oscar ad Hollywood come miglior film, oltre ad una quantità di altri premi. Per recensirlo allo spettatore italiano, è necessario però sgomberare il campo da frettolosi e facili pregiudizi, chiarendo bene cosa Nomadland non è e non vuole essere, prima di capire cosa sia e dove ci voglia portare.

Antonio di Benedetto degli Aquili, detto Antoniazzo Romano (1430-1508),è un pittore, forse poco noto ai più, ma considerato da critici influenti come il Longhi e il Gottschewsky, una figura di spicco nel panorama artistico del ‘400,oltre che ampiamente citato dal Vasari.

La società non si modifica solo attraverso i conflitti manifesti – guerre, rivoluzioni, crisi economiche o sanitarie globali – ma anche con la politica dei piccoli interventi, apparentemente isolati, distanti tra loro, nella maggior parte dei casi offerti come migliorie del vivere comune, come atteggiamenti progressisti imprescindibili, come novità auspicabili da sempre.

Da giorni penso a Romy Schneider, a come poterla intervistare e, con gli occhi della memoria, ho rivisto tanti suoi film. Rosemarie Magdalena Albach Retty – questo era il suo vero nome – è stata un’attrice di grande talento, una donna sensibile e infelice con un tragico destino, impegnata socialmente e di bellezza straordinaria.

Pietro Nenni nasce in Romagna, una generazione politica dopo quella di Filippo Turati. Come a volte accadeva all’epoca, poté studiare grazie all’interessamento di una contessa, in rapporti di amicizia con la madre; egli infatti era orfano di padre e saranno i preti in cerca di vocazioni, a permettergli di completare gli studi fino al diploma magistrale.

Il calcio, lentamente, sta uscendo dalla sua crisi. Una crisi – dettata dalla pandemia -sociale, finanziaria, emotiva, storica. Gli stadi vuoti (adesso, soprattutto per gli Europei, ci saranno ingressi contingentati), una Superlega durata il lampo di uno sbadiglio, per il bene di un pallone ancora ancorato alla meritocrazia e al sentimento, i conti in rosso, una sensazione di vuoto, di assenza, in una vertigine di disillusione e di rimpianto.

Scrivere questo articolo è stato un vero parto e il mio editore lo sa bene. La ragione è che il gioco è un affare serio. Serio e complicato. “Da che parte inizio?”. Questo è stato il problema. Il gioco è un bene ma in alcuni casi, quando diventa ludopatia, diventa un male. Il gioco è divertimento ma anche un business colossale, oggi più che mai. Il gioco è fantasia, ma anche logica, creatività, matematica, filosofia, psicologia.

Fu senza ombra di dubbio il fondatore del Socialismo gradualista, quello che nonostante i tempi, siamo nel 1892, porterà il partito nel gioco parlamentare. Turati apparteneva alla classe sociale di molti altri intellettuali protagonisti della fondazione, in massima parte borghesi: avvocati, professori, medici, il loro socialismo fu sicuramente più teorico rispetto a quello di altri Paesi europei, dove fu di chiara origine sindacale.

Da tempo, è sotto gli occhi di tutti lo strapotere che ha acquisito la magistratura, soprattutto quella inquirente, quella delle procure, che hanno il più terribile dei poteri: quello di togliere la libertà agli uomini e di devastarli nei loro beni, nei loro affetti, nella reputazione. Un potere che è diventato sempre più terribile, totalizzante e soprattutto sempre più irresponsabile; un potere che detta l’agenda politica, che decide i destini dei politici e con essi quello dei governi locali e nazionali, entra a gamba tesa nei problemi economici e sociali, ne influenza o ne surroga le leggi.

(a proposito di occupazione della Jugolsavia e delle foibe)
“Memoria condivisa” è una formula suggestiva ma vuota: sarebbe sicuramente positivo se i popoli (o le comunità, i gruppi, gli stessi singoli individui) approdassero ad una comune lettura del passato che li coinvolge. La realtà è diversa: le “memorie”, proprio in quanto tali, non sono uniche ma plurali, ogni popolo ha la propria, radicata in un sentire sofferto e, insieme, geloso.