Pubblicati da Salvatore Vullo

RISCALDAMENTO GLOBALE, RIFLESSIONI OLTRE LA BANALITA’

Sul tema dei cambiamenti climatici, da una trentina d’anni bombardati da continui allarmismi e scenari catastrofisti, credo siamo rimasti un po’ annichiliti, frastornati, un po’ scettici, ma alla fine svagati e remissivi sulle cause individuate e sulle azioni conseguenziali decise dalle organizzazioni internazionali, UE e stati europei. Talmente svagati che non ci siamo accorti che nell’aprile scorso tali organismi hanno approvato l’intesa (legge sul clima) sulle emissioni di CO2 (anidride carbonica), ovvero di ridurle del 55% entro il 2030 e di arrivare alle emissioni zero entro il 2050.

I REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA

In questi ultimi tempi, torna prepotentemente alla ribalta il tema della “Giustizia” e della sua riforma. Il nuovo governo Draghi lo ha posto tra i suoi obiettivi prioritari, anche perché ce lo impone la Commissione Europea se vogliamo l’approvazione, e i fondi, del Recovery Plan. Nel contempo era stata lanciata la campagna referendaria sui temi della giustizia, promossa dal Partito Radicale e sostenuto dalla Lega.

LA GIUSTIZIA POLITICA E IL GIUSTIZIALISMO

Da tempo, è sotto gli occhi di tutti lo strapotere che ha acquisito la magistratura, soprattutto quella inquirente, quella delle procure, che hanno il più terribile dei poteri: quello di togliere la libertà agli uomini e di devastarli nei loro beni, nei loro affetti, nella reputazione. Un potere che è diventato sempre più terribile, totalizzante e soprattutto sempre più irresponsabile; un potere che detta l’agenda politica, che decide i destini dei politici e con essi quello dei governi locali e nazionali, entra a gamba tesa nei problemi economici e sociali, ne influenza o ne surroga le leggi.

ALLA SCOPERTA DI LEONARDO SCIASCIA, DELLA SUA TERRA, DEI SUOI LUOGHI

In questo centenario della nascita di Leonardo Sciascia (1921-20121), sono tante le iniziative celebrative programmate, ancorché limitate dalla pandemia, e davvero tanti i libri pubblicati per l’occasione sullo scrittore, morto nel 1989. In questa sede ne propongo alla attenzione uno uscito nelle settimane scorse dal titolo “Dalle parti di Leonardo Sciascia – I luoghi, le parole, la memoria”, di Salvatore Picone e Gigi Restivo, Zolfo editore.

NEL DUECENTENNALE DELLA POESIA “MARZO 1821”

Marzo 2021. In questi giorni, pensando al mese e all’anno che stiamo vivendo, il mio pensiero è andato subito alla poesia di Alessandro Manzoni “Marzo 1821”. Insomma, ne ricorre il 200°. Appartengo ad una generazione che a scuola apprendeva quasi tutto a memoria: la geografia, con i fiumi, monti, città, la storia, con i suoi grandi avvenimenti, personaggi e date, la matematica, con tabelline e teoremi.

A 100 ANNI DALLA NASCITA DEL PCI

La conclusione della Prima Guerra Mondiale, nel 1918, lascia l’umanità nella, forse, più terribile situazione mai registrata nella sua storia. L’Italia paga un prezzo altissimo: 650.000 morti militari e 589.000 vittime civili, su un totale mondiale di quasi 17 milioni di morti (tra militari e civili). A queste vittime si aggiungono quelle della pandemia da influenza “Spagnola”, che si sviluppa tra il 1918 e il 1920, che sono circa 50 milioni di persone nel mondo, di cui circa 600.000 in Italia.

BUFALINO, UN MAESTRO DA RICORDARE

Gesualdo Bufalino, nato a Comiso il 15 novembre del 1920, insegnante all’istituto magistrale di Vittoria, come scrittore, nasce quasi per caso, suo malgrado, e in tarda età. Infatti, nel 1978 la casa editrice Sellerio pubblica un libro fotografico su Comiso, curato da Gesualdo Bufalino che è anche autore della introduzione al libro.

ISPEZIONI DELLA TERRIBILITA’, LEONARDO SCIASCIA E LA GIUSTIZIA

Leonardo Sciascia (1921- 1989) è stato uno dei più grandi scrittori italiani del ‘900, di fama internazionale come dimostrano le sue opere che sono state tradotte e pubblicate in tutto il mondo. Oltre che per le sue doti di scrittore, Sciascia è stato un raro esempio di intellettuale libero, che non giudica, non  sentenzia, non esprime verità assolute;

I CATTIVI MAESTRI CONTRO LA QUALITA’ DELLA MEMORIA

Nato nel 1952, mi sento di appartenere a quella generazione, forse l’ultima, che ha vissuto, o ha  coscienza e memoria storica del nostro ‘ultimo medio evo’. Tale può considerarsi il periodo del dopoguerra, ovvero gli anni ‘40 – ‘60 del secolo scorso; gli anni degli stenti, della fame, dei sacrifici, del pane duro, dell’esodo, della emigrazione; anni di povertà, in cui si soffriva la mancanza di cibo, dove era altissima la mortalità infantile e ancora bassa l’aspettativa di vita.

Dall’Omnibus di Longanesi al Mondo di Pannunzio, Vitaliano Brancati e Leonardo Sciascia

“Chi non conosce la noia, che si stabilì in Italia nel 1937, manca di una grave esperienza che forse non potrà avere più mai, nemmeno nei suoi discendenti, perché è difficile che si ripetano nel mondo quelle singolari condizioni”. E’ questo l’incipit sublime di un racconto straordinario, emblematico: “La noia nel ‘937” di Vitaliano Brancati, che ci aiuta a capire del fascismo e dei SUOI anni più di tanti libri di storia e di saggi.